Le normative legate alla liquidazione danni non sono state poche, se riflettiamo, negli ultimi anni poichè, filo conduttore di queste iniziative, è stato solo ed esclusivamente il tema del ribasso delle tariffe della garanzia rca lievitate in modo insostenibile.
La tanto attesa liberalizzazione del mercato che si sperava potesse dimostrare la maturità delle Imprese e dei consumatori, si è dimostrata invece foriera di polemiche, indagini dell'Anti-trust e di una serie infinita di aumenti delle tariffe: ingiustificati secondo i Consumatori, giusitificati dal costo dei sinistri secondo l' ANIA.
Chi si attendeva una forte concorrenza fra Imprese portata avanti a colpi di diversificazione dei prodotti, di servizi ai Clienti, di novità di gestione, di prezzi concorrenziali (!) si è trovato di fronte:
Invece di focalizzare il punto sulla immaturità del mercato assicurativo rca in Italia, si è preferito - dunque - focalizzare il tema del costo dei sinistri come unico male da curare.
Ebbene se questo è il punto, parliamone: il costo dei sinitri è un effetto, non è la causa.
Per questo, vediamo di sviscerare un sinistro e capirne quali sono i punti deboli.
Datemi un punto e vi solleverò il mondo.
Archimede, maestro di riflessione e di semplicità di analisi (difficilissima da raggiungere) ci ha già insegnato come sia necessario identificare quel punto da cui scaturisce - con il minimo sforzo - il risultato sperato.
Nel nostro caso, la leva su cui sollevare il mondo è l'evento dannoso. L'incidente, il sinistro. Tutto nasce da lì.
Nessuno di noi è presente al momento dell' incidente mentre ognuno di noi si è trovato a dover gestire - a ritroso - gli aspetti che poi incancreniscono il sinistro.
Nel dettaglio:
1. La storicità dell'evento.
2. La reale dinamica ed il luogo teatro dei fatti.
3. Le reali conseguenze del danno (danni a cose e/o a persone).
4. La quantificazione economica di tali conseguenze.
5. L'interlocutore con cui gestire la trattativa.
Nessun legislatore, ad oggi, nessuna Impresa di Assicurazione, nessuna categoria di Consumatori (ma non li accuso poichè non compete loro) ha mai trattato di questi aspetti che sono quelli che - ripeto - gonfiano a dismisura i danni e, se non si interviene su questi aspetti, mai si potrà risolvere il contenimento dei risarcimenti.
Andiamoci con ordine.
I punti 1 e 2 riguardano il c.d. an debeatur. E' un dato di fatto che oggi, in caso di sinistro stradale lo Stato si disinteressa dell'evento. La Polizia Municipale e gli altri organi di Polizia non intervengono se non in presenza di feriti ed, anche in questo caso, con tempi di intervento sproporzionati.
Per questa ragione gran parte del contenzioso riguarda proprio divergenze sulla identificazione ed interpretazione dei fatti. A parte che, l'assenza di certezze sui fatti, apre la porta alle ipotesi di truffe.
I punti dal 3 al 5 identificano invece il c.d. quantum debeatur.
L'assenza di certezze, infatti, genera divergenze sui tipi di danni (preesistenti o meno, compatibili o meno) sulla loro natura (a cose o persone). Gli aspetti del quantum generano contenzioso alle Imprese e costringono, in sede di giudizio, ad onerare il costo della Giustizia delle spese di Consulenza Tecnica di Ufficio che pesa anche sui tempi della sentenza e quindi della Giustizia in generale.
Anche in sede transattiva, l'unico onere necessario cioè quello della perizia tecnica, se ci si trova di fronte ad eventi poco dimostrabili, viene affiancato da costi di riscontro sui danni dell' assicurato, accertamenti sui fatti e sui protagonoisti nonchè valutazione medico legale. In caso di giudizio si aggiungano le spese legali. E questo a prescindere dalla sorte. Si tratta solamente di costi accessori.
Aspetto fondamentale riguarda anche i soggetti con i quali portare avanti la quantificazione del danno:
Tutti questi passaggi rimangono ignorati dal Legislatore.
L' Accordo ANIA / Carrozzieri è scaduto già da tempo e costituiva l'unico baluardo (ma era un accordo fra le Parti) per contenere i costi di M.O. oggi in preda alle più discutibili interpretazioni (sono praticamente senza controllo).
I costi dei ricambi per auto subiscono costantemente la stessa sorte.
Oggi non esiste alcun riferimento tecnico unanimamente riconosciuto cui attingere per valutare tempistica e costi relativamente agli interventi tecnici sui veicoli.
Se ci troviamo di fronte ad una giungla dove ognuno dice la sua è ovvio che si giochi al rialzo. All'infinito.
In caso di danno alla persona, poi, è una voraggine. Gli Ospedali pubblici sono diventati stamperie di certificazione medica che vale oro.
In ultimo i Patrocinatori.
In certe realtà sociali praticamente tutti i sinistri sono assistiti da Patrocinatori Tecnici o Legali il cui apporto in termini di valore aggiunto è spesso pari a zero se non altro perchè la vicenda non ne aveva bisogno. L'andamento della vicenda risarcitoria poteva benissimo farne a meno.
E questo significa gravare il costo della liquidazione fino ad un 20% in più.
Tutte le voci di danno elencate al momento, ovviamente, sono riversate sulle polizze di tutti gli Assicurati.
A me non risulta che il Legislatore ne abbia mai trattato con intento risolutore.
Se le Imprese volessero davvero tutelare i propri Clienti virtuosi ed allontanare quelli sinistrosi od addirittutra truffaldini la soluzione ce l'hanno in tasca: basterebbe intervenire all'atto dell'incidente per risolvere tutte queste problematiche.
Ho già esposto in altra Sede il mio Progetto (da me definito Pit Stop) che altro non è che il punto che solleva il mondo: se vuoi governare e gestire il danno devi essere lì al momento del suo accadimento.
Arrivare sul posto del sinistro entro un tempo di 15 minuti significa:
Queste sono scelte condivisibili o meno ma sono scelte coraggiose.
Sono le scelte di chi vuole proporsi come strumento di innovazione nel comune interesse proprio, del Cliente e del sistema in generale poichè un Progetto del genere espone l'Impresa a rischi e costi decisamente ridotti per cui quei Clienti che aderissero al Progetto meriterebbero di pagare tariffe molto, molto più ridotte.
Queste sono le soluzioni, quelle che partono dai sinistri ed arrivano ai Clienti.
Soprattutto se venisse convertito così com'è il decreto che sancisce il risarcimento diretto del danno, l' Impresa che aderisse al Pit Stop imposterebbe il Servizio Sinistri su misura del proprio Assicurato.
Basta sapersi organizzare. E' semplice, è la leva che muove il mondo.
Boris La Corte